Torino e prima cintura
Torino e prima cintura · dal 1994

Il climatizzatore te lo installiamo noi. La detrazione e la pratica ENEA, pure.

Montare uno split è la parte facile. La parte che fa perdere la detrazione viene dopo: il bonifico con la causale giusta, la comunicazione ENEA nei termini, la dichiarazione di conformità. A Torino e provincia ci occupiamo di installazione clima dal 1994.

Tecnici e impresa certificati F-Gas
Sopralluogo e preventivo gratuiti
Pratica ENEA inclusa

Raccontaci cosa ti serve.
Il sopralluogo è gratuito.

Raccontaci cosa ti serve: quante stanze, che metratura, se c’è già una predisposizione. Ti richiamiamo per fissare il sopralluogo e valutare insieme la soluzione adatta. Il preventivo è scritto, gratuito e senza impegno: se decidi di non procedere, non devi nulla.

    Preferisci parlarne a voce? Chiamaci al 011 3111883 oppure scrivici su WhatsApp.
    Detrazione fiscale 2026

    Detrazione 50%: come funziona davvero nel 2026

    Su questa agevolazione circolano tre convinzioni sbagliate, e tutte e tre fanno perdere soldi a chi le crede.

    La prima è che serva una ristrutturazione in corso. Non è così. L’installazione di un climatizzatore a pompa di calore può essere detratta anche in assenza di opere edilizie, a condizione di acquisire la documentazione che attesta il risparmio energetico conseguito. È scritto nella guida dell’Agenzia delle Entrate, ed è la ragione per cui quasi nessun installatore te lo dice: quella documentazione bisogna saperla preparare.

    La seconda è che sia uno sconto immediato. Non lo è più: lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati aboliti. Oggi il beneficio è una detrazione IRPEF recuperata in dieci quote annuali, e vale nei limiti della tua capienza fiscale.

    La terza è che basti essere proprietari della «prima casa». Il 50% spetta a chi è titolare della proprietà o di un diritto reale su un immobile adibito ad abitazione principale. Chi installa il climatizzatore in una casa che affitta, o chi ci abita da inquilino, rientra nel 36%. Sono due cose diverse, e conviene saperlo prima di firmare.

    Cosa cambia se aspetti la primavera

    Ogni anno succede la stessa cosa. Chi ha sofferto il caldo tutta l’estate decide a settembre che è tardi, e rimanda a quando «servirà davvero».

    È comprensibile. Ed è il momento peggiore per rimandare, per tre ragioni che con il caldo non c’entrano niente.

    La prima è fiscale

    L’aliquota piena è legata alle spese sostenute entro fine anno. Chi paga a maggio lavora su condizioni che oggi nessuno può garantire.

    La seconda è di agenda

    Da aprile a luglio il settore lavora in emergenza: le richieste si concentrano nelle stesse sei settimane, i tempi si allungano e le installazioni si fanno di corsa. A ottobre un impianto si progetta con calma — si sceglie dove mettere l’unità esterna, si studia il percorso delle tubazioni, si valuta se conviene un multisplit invece di tre monosplit. A giugno quelle decisioni si prendono in venti minuti, in piedi, con il cliente che ha fretta.

    La terza riguarda il condominio

    Se l’unità esterna finisce su una facciata o in un cortile comune, bisogna passare dall’amministratore. In piena stagione quella pratica diventa il collo di bottiglia che sposta tutto di un mese.

    Il costo di rimandare non è solo un’estate scomoda al caldo. È anche pagare di più lo stesso impianto, montato peggio e più tardi.

    Installazione climatizzatori a Torino, dal sopralluogo al collaudo

    Un’installazione fatta bene non si nota. Si sente dopo tre anni, quando l’impianto consuma ancora quello che deve e non ha mai perso gas.

    Il nostro metodo è semplice da raccontare:

    1Sopralluogo gratuito
    Misuriamo le stanze, guardiamo l’esposizione, le vetrate, il piano, dove può stare l’unità esterna e che strada possono fare le tubazioni. Qui si decide la gran parte della qualità del lavoro.
    2Dimensionamento
    Ti diciamo di quanti BTU hai davvero bisogno. Capita spesso di correggere verso il basso un preventivo fatto a occhio: una macchina sovradimensionata costa di più, si accende e si spegne di continuo e deumidifica peggio.
    3Preventivo scritto
    Con dentro tutto: macchina, staffe, linea frigorifera, carotaggi, smaltimento del vecchio impianto se c’è. Senza voci che compaiono il giorno dei lavori.
    4Installazione
    La esegue un tecnico certificato F-Gas che opera per un’impresa certificata F-Gas. La normativa richiede entrambe le certificazioni, non solo quella del tecnico.
    5Collaudo e documenti
    Vuoto, tenuta, carica, prova di funzionamento. Poi la dichiarazione di conformità, il materiale per la detrazione e l’invio della pratica ENEA.

    Monosplit, multisplit o senza unità esterna: cosa cambia

    Quanti BTU servono davvero

    La regola grossolana che gira in rete è «340 BTU per metro quadro». Funziona come primo orientamento e sbaglia quasi sempre nei casi reali, perché non tiene conto di esposizione, superficie vetrata, piano, isolamento e altezza dei soffitti.
    Superficie indicativaTaglio tipico
    fino a 15 m²7.000 BTU
    15–25 m²9.000 BTU
    25–40 m²12.000 BTU
    40–60 m²18.000 BTU
    Un ultimo piano esposto a sud con vetrate ampie può richiedere il taglio superiore; un piano intermedio esposto a nord, quello inferiore. Il dimensionamento esatto lo facciamo in sopralluogo.

    Monosplit o multisplit

    Monosplit

    Il monosplit serve una stanza sola: un’unità esterna, una interna. È la scelta giusta se devi climatizzare una camera o un soggiorno.

    Multisplit

    Il multisplit collega più unità interne a una sola esterna. Costa di più all’inizio, ma occupa un solo spazio in facciata — spesso l’unico argomento che convince un’assemblea di condominio — e consente di gestire le stanze separatamente.

    Senza unità esterna

    Dove il regolamento condominiale o un vincolo sulla facciata non lasciano mettere nulla all’esterno, esistono sistemi senza unità esterna: hanno rese inferiori e non vanno bene ovunque, ma in certi casi sono l’unica strada percorribile. Te lo diciamo in sopralluogo, non dopo.

    Le macchine che installiamo

    Lavoriamo con i principali marchi a pompa di calore con tecnologia inverter. Non abbiamo un’unica marca da spingere: scegliamo in base alla stanza, al budget e alla reperibilità dei ricambi nei prossimi dieci anni — che è il criterio che quasi nessuno considera al momento dell’acquisto e che decide quanto ti costerà l’assistenza.

    Chi siamo: termoidraulica a Torino dal 1994

    Siamo in Via Carlo del Prete, a Torino, e facciamo questo mestiere dal 1994. In questo tempo ci siamo occupati di caldaie, climatizzatori, scaldabagni e impianti idraulici.
    Non siamo una rete commerciale e non abbiamo un call center. Siamo una squadra di otto persone: due idraulici, un aiuto idraulico, un montatore, un manutentore, un riparatore di caldaie. In ufficio rispondono Erika e Barbara — le stesse due voci, ogni volta che chiami.
    È il motivo per cui i nostri clienti dicono «il nostro idraulico» e non «la ditta». Quando richiami fra due anni per un problema, chi risponde sa già qual è il tuo impianto.

    I nostri numeri

    1994l’anno in cui abbiamo iniziato
    3.000contratti di manutenzione attivi

    8persone in squadra, nessun subappalto

    Torino e prima cintural’area in cui interveniamo davvero

    Le nostre certificazioni

    Impresa e tecnici certificati F-Gas

    Chi interviene su apparecchiature contenenti gas refrigeranti deve essere certificato sia come impresa sia come persona fisica. Noi lo siamo come entrambe. Chi te ne mostra una sola non è in regola.

    Dichiarazione di conformità (DM 37/2008)

    È il documento che attesta l’impianto realizzato a regola d’arte, e può rilasciarlo solo un’impresa abilitata. Ti servirà se vendi o affitti casa, in assemblea di condominio, e in caso di sinistro è la prima cosa che la tua assicurazione chiederà. Un installatore che non te la rilascia ti lascia un problema in casa.

    Cosa dicono i clienti

    4,8 su 119 recensioni Google.
    ★★★★★

    Sono molto soddisfatto del lavoro e del trattamento. Affidabilità e rispetto delle date fornite per il montaggio. Stefano e Gullelmo sono stati rapidi, gentili, professionali e molto disponibili.

    Federico Faccani, recensione Google
    ★★★★★

    Ottimo servizio, pulizia, ordine e precisione sono di casa. In pochissimo tempo hanno sostituito la caldaia. Stefano e Gionny due tecnici preparati e bravi.

    Alessio Murgia, recensione Google
    ★★★★★

    Sono venuti tempestivamente a casa dopo aver concordato l’appuntamento qualche giorno prima. Molto bravi veloci e pazienti.

    Giovanni Rossin, Local Guide

    Non ti promettiamo obblighi che non hai.

    Per un monosplit domestico non è previsto il controllo periodico di efficienza energetica: la legge lo impone sopra i 12 kW di potenza frigorifera, molto oltre un impianto di casa. Ti diciamo cosa serve davvero e cosa no.

    Detrazione, nel dettaglio

    Quello che serve sapere prima di firmare

    Bonus Casa o Ecobonus: quale si applica al tuo caso

    Sono due canali alternativi e non cumulabili sullo stesso intervento.
    Per il cliente tipo — un privato che vuole climatizzare una o più stanze, senza cantieri aperti — il canale è il Bonus Casa: l’installazione di una pompa di calore vale come intervento finalizzato al risparmio energetico e non richiede la sostituzione di un impianto preesistente.
    L’Ecobonus entra in gioco quando sostituisci l’impianto di riscaldamento esistente con una pompa di calore ad alta efficienza. Ha requisiti tecnici più stringenti e richiede l’asseverazione di un tecnico abilitato.
    Quale dei due convenga nel tuo caso lo stabiliamo in sede di sopralluogo, prima del preventivo.

    Abitazione principale al 50%, altri immobili al 36%

    Per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026, la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, su un limite di spesa di 96.000 € per unità immobiliare, recuperata in dieci quote annuali di pari importo.
    Secondo la normativa oggi in vigore, dal 1° gennaio 2027 le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%. Una proroga è in discussione in Parlamento, ma non è ancora legge: chi decide entro dicembre lavora su una percentuale certa.

    Conta la data in cui paghi, non quella in cui finiamo

    Questa è l’informazione che fa la differenza a ottobre.
    L’aliquota si determina sulla data del pagamento, non su quella di fine lavori. Se il bonifico parte entro il 31 dicembre 2026, resti nel 50% anche se l’impianto viene montato a gennaio o febbraio.
    Vuol dire che non devi correre, e non devi accettare un’installazione fatta di fretta a dicembre per non perdere l’agevolazione. Possiamo fissare il sopralluogo adesso, chiudere l’accordo entro l’anno e montare con calma quando il calendario lo permette.

    La parte burocratica la seguiamo noi

    Ti consegniamo tutto quello che serve a te e al tuo commercialista: fattura, i dati esatti per compilare il bonifico parlante, la dichiarazione sulla natura dell’intervento, la dichiarazione di conformità dell’impianto. E inviamo noi la comunicazione ENEA entro i 90 giorni dalla fine dei lavori.
    Non ti facciamo noi la detrazione — quella la ottieni tu in dichiarazione. Ti mettiamo in mano i documenti giusti perché nessuno te la possa contestare.
    Nota fiscale
    Le aliquote indicate sono quelle previste dalla normativa vigente alla data di pubblicazione (artt. 16-bis e 16-ter TUIR; art. 14 DL 63/2013; L. 199/2025) e si applicano alle spese sostenute entro il 31/12/2026. La detrazione è un recupero IRPEF in 10 quote annuali, non uno sconto in fattura: sconto in fattura e cessione del credito non sono più ammessi (DL 39/2024). Il diritto alla detrazione, l’aliquota e l’importo effettivamente recuperabile dipendono dai requisiti del contribuente — titolarità dell’immobile, destinazione ad abitazione principale, capienza IRPEF, reddito complessivo — e dalle caratteristiche tecniche dell’impianto. Questa pagina non costituisce consulenza fiscale: verifica la tua posizione con il tuo consulente prima di procedere.
    Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.

    Le domande che ci fanno prima di firmare

    «Dopo che avete incassato, sparite?»

    È la paura più diffusa del settore, e non è infondata: le recensioni delle grandi reti di vendita sono piene di clienti che dopo l’installazione non hanno più trovato nessuno.
    La nostra risposta non è una promessa, è un dato: gestiamo circa tremila contratti di manutenzione attivi, e fra i nostri clienti c’è chi si affida a noi da più di diciotto anni. Un’azienda che vive di manutenzione non può permettersi di sparire dopo l’installazione: il nostro lavoro comincia lì.

    «E se me lo montate male?»

    Gli errori che fanno più danni sono sempre gli stessi: lo scarico della condensa messo male, che ti allaga il muro dopo tre settimane, e la macchina sbagliata per quella stanza, che scopri ad agosto quando non riesci a dormire per il rumore dell’unità esterna.
    Succedono per un motivo preciso: chi fa il sopralluogo non è chi monta. Da noi la squadra che viene a vedere è la stessa che installa — otto persone in tutto, nessun subappalto. Chi guarda il muro sa già come ci passerà dentro.

    «Mi risponderà qualcuno quando chiamo?»

    Non abbiamo un call center e non c’è una coda. Rispondono Erika e Barbara, dall’ufficio di Via Carlo del Prete. Sono le stesse due persone da anni, e in diverse recensioni i clienti le chiamano per nome.
    Se preferisci scrivere, il WhatsApp è lo stesso numero che usiamo per gli appuntamenti.

    «Quanto costa installare un climatizzatore?»

    Dipende da cinque cose, e sono le stesse che guardiamo in sopralluogo: la macchina che scegli, i metri di linea frigorifera fra unità interna ed esterna, se esiste già una predisposizione, l’accessibilità dell’unità esterna — un secondo piano senza balcone cambia il lavoro — e le opere murarie necessarie.
    Per questo non troverai un prezzo in questa pagina. Un numero dato al telefono, senza aver visto casa tua, o è gonfiato per stare sicuri o va rinegoziato il giorno dei lavori. Preferiamo venire, guardare e scriverti una cifra che resta quella.

    «E se non c'è la predisposizione?»

    Si fa lo stesso, e succede spesso negli appartamenti torinesi di un certo periodo. Serve il carotaggio per il passaggio delle tubazioni, una canalina o una traccia a seconda di dove si passa, e lo scarico condensa. Sono lavorazioni in più che incidono sul preventivo, e che ti quantifichiamo in sopralluogo invece di scoprirle insieme a lavori iniziati.

    «Con lo sconto in fattura pago solo la metà, giusto?»

    No, e questa è l’aspettativa che crea più delusioni. Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati aboliti. Oggi paghi l’intero importo e recuperi la detrazione in dieci quote annuali nella tua dichiarazione dei redditi, nei limiti della tua capienza IRPEF.
    Chi ti promette «metà prezzo subito» ti sta raccontando una cosa che non esiste più da due anni.

    «Serve una ristrutturazione per avere la detrazione?»

    No, se installi una pompa di calore. L’intervento vale come finalizzato al risparmio energetico anche senza opere edilizie, purché si acquisisca la documentazione che lo attesta.
    Attenzione però al caso opposto: un climatizzatore di sola climatizzazione estiva, installato da solo e senza altri interventi, non ha lo stesso presupposto. È la distinzione che molti preventivi non fanno — e che si scopre quando il commercialista chiede i documenti.

    «Sono in affitto. Posso detrarre?»

    Sì, se sostieni tu la spesa e hai il consenso del proprietario. Ma l’aliquota maggiorata del 50% è riservata al titolare della proprietà o di un diritto reale sull’abitazione principale: come inquilino rientri nel 36%. Vale la pena saperlo prima di decidere chi intesta la fattura.

    «Il condominio può oppormi un rifiuto?»

    Sull’installazione in sé, di norma no, se l’unità esterna rispetta il decoro architettonico e non lede parti comuni. I problemi nascono sul dove: facciata principale, cortile interno, vincoli sull’edificio.
    Se serve presentare la richiesta all’amministratore, ti prepariamo noi la documentazione tecnica da allegare. È un passaggio che richiede settimane, e in piena estate anche di più: è un altro motivo per muoversi adesso.

    «Posso comprare la macchina online e farmela montare da voi?»

    Si può fare, e ti diciamo subito cosa comporta. La garanzia del prodotto resta del venditore, non nostra: se la macchina ha un difetto di fabbrica, l’interlocutore è lui e i tempi sono i suoi. Noi garantiamo l’installazione, non l’apparecchio.
    C’è poi un aspetto fiscale che quasi nessuno considera: l’IVA agevolata non si applica ai beni acquistati direttamente dal committente. Fai due conti prima, perché il risparmio sull’acquisto a volte si mangia da solo.
    Il preventivo è scritto, gratuito e senza impegno: se decidi di non procedere, non devi nulla.

    Dopo l'installazione: la parte che quasi nessuno racconta

    Il giorno dell’installazione finisce il lavoro dell’installatore e comincia la vita dell’impianto. Un climatizzatore dura dieci o quindici anni. In quel periodo va pulito, controllato e ogni tanto riparato.
    Noi gestiamo circa tremila contratti di manutenzione: è il motivo per cui siamo ancora qui dopo più di trent’anni, e il motivo per cui chi ci sceglie per l’installazione non deve cercare qualcun altro l’anno dopo.

    Manutenzione programmata

    Ti richiamiamo noi quando è il momento, così non devi ricordartene tu. Manutenzione del monosplit da 80 € IVA inclusa: pulizia di filtri e batterie, verifica delle pressioni e della carica, controllo dello scarico condensa, prova di funzionamento. Ricarica di refrigerante, ricambi ed eventuale sanificazione si quotano a parte e si preventivano sempre prima dell’intervento.

    Quanto costa tenerlo in salute, detto prima

    Un monosplit installato a Torino costa fra i 900 e i 1.600 euro, a seconda della macchina e del lavoro. Tenerlo efficiente costa 80 € l’anno.
    Te lo diciamo adesso e non fra dodici mesi, perché è la voce che nessuno mette nel preventivo e che poi decide se l’impianto arriva a dieci anni o se ne campa cinque.

    Impianti su misura e condominio

    Multisplit, canalizzati, soluzioni senza unità esterna quando la facciata o il regolamento non lasciano alternative.

    Un unico riferimento

    Caldaia, climatizzatore, scaldabagno, impianto idraulico: stesso numero, stesso ufficio, stessa squadra. Se un giorno il problema è un altro, sai già chi chiamare.

    Domande frequenti sull'installazione di climatizzatori a Torino

    Il preventivo dipende da cinque fattori: la macchina scelta, i metri di linea frigorifera fra unità interna ed esterna, la presenza o meno di una predisposizione, l’accessibilità dell’unità esterna e le opere murarie necessarie. Il sopralluogo che li misura è gratuito e il preventivo che ne esce è scritto e definitivo.

    In quattro passaggi: si paga con bonifico parlante indicando la norma di riferimento, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa; si conserva la fattura; si invia la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori; si porta la spesa in dichiarazione, recuperandola in dieci quote annuali.

    Tre elementi obbligatori: la causale da cui risulti che il pagamento riguarda interventi che danno diritto alla detrazione, il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e la partita IVA dell’impresa che esegue i lavori. Un bonifico compilato male può far perdere l’agevolazione: ti forniamo noi i dati esatti da inserire.

    No. Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati aboliti. Il beneficio è esclusivamente una detrazione IRPEF recuperata in dieci quote annuali in dichiarazione dei redditi.

    Sì, e in caso di sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente con una pompa di calore ad alta efficienza si apre anche la strada dell’Ecobonus, che ha requisiti tecnici e adempimenti propri. Quale canale convenga nel caso specifico si valuta in sopralluogo.

    Sì, se sostiene la spesa e ha il consenso del proprietario. L’aliquota però è quella ordinaria: la maggiorazione al 50% spetta al titolare della proprietà o di un diritto reale su un immobile adibito ad abitazione principale.

    Il controllo periodico di efficienza energetica è obbligatorio per gli impianti di climatizzazione estiva sopra i 12 kW di potenza frigorifera. Un monosplit domestico, che sta ampiamente sotto questa soglia, non vi è soggetto. La manutenzione periodica resta comunque consigliata per conservare rese e consumi.

    Il taglio tipico è 9.000 BTU, ma la superficie da sola non basta: esposizione, superficie vetrata, piano, isolamento e altezza dei soffitti possono spostare la scelta al taglio superiore o inferiore.

    Indicativamente fra 25 e 40 metri quadri in condizioni standard. Un ambiente molto vetrato o all’ultimo piano riduce questa copertura.

    L’installazione in sé è generalmente consentita se rispetta il decoro architettonico e non lede le parti comuni. Il punto critico è la collocazione dell’unità esterna: su facciate o cortili comuni è opportuno informare l’amministratore e, dove previsto dal regolamento, ottenere il via libera. Prepariamo noi la documentazione tecnica da presentare.

    E la prima manutenzione è compresa

    Chi completa l’installazione entro il 31 dicembre 2026 ha la prima manutenzione stagionale compresa nel prezzo. Non è un regalo che arriva per posta: è la nostra prima visita di controllo, già fissata in calendario.

    Prenota il sopralluogo gratuito

    Raccontaci cosa ti serve: quante stanze, che metratura, se c’è già una predisposizione. Ti richiamiamo per fissare il sopralluogo e valutare insieme la soluzione adatta. Il preventivo è scritto, gratuito e senza impegno: se decidi di non procedere, non devi nulla.
    Preferisci parlarne a voce? Chiamaci allo 011 3111883 o scrivici su WhatsApp al 371 3702864. Siamo in Via Carlo del Prete 86, a Torino.

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